Armi di distruzione di massa

La domenica mattina prima del Natale, festa della luce e del Sole vittorioso, fa male leggere certe notizie sul giornale, magari accostate a una pubblicità ammiccante al consumo, all’amore familiare, al mangiare. Perché se la repressione contro chi protesta per l’incidenza degli stupri a suon di idranti e manganelli fa girare le budella, non è migliore vedere che si invochi alla sicurezza e all’impiccagione. Nonostante ancora non abbia chiaro quale sia la “giusta” risposta contro chi stupra, sono sicura che non sono né il carcere né la pena di morte. La morte sociale forse, l’isolamento e lo schifo che chiunque dovrebbe provare verso qualsiasi sessista, moltiplicata per un miliardo contro chi usa il sesso come strumento di controllo e potere. Il patriarcato è davvero un’arma di distruzione di massa.
Allora è proprio oggi che ha senso tradurre “Donde yo mando“, il testo scritto da Helen La Floresta, del quale avevo già incollato il video. I nostri corpi, dove comandiamo, dove non ci lasciamo comandare, colonizzare.
Contro ogni donna stuprata o offesa siamo tutte parte lesa.
Ci colpiscono come schiaffi gli omicidi a Ciudad Juarez, gli stupri etnici, quelli in famiglia, le donne mandate a morte dopo essere state stuprate. Perché ancora c’è chi parla di stupri legittimi e non sono solo fondamentalisti islamici.
 
un corpo nudo
non è solamente
un corpo nudo
è un prodotto commerciale
un’arma di coscienza di massa
un territorio in guerra permanente
 
tutto dipende dal contesto
in cui si mostra il corpo nudo
che fa il corpo nudo
di chi è il corpo nudo
com’è il corpo nudo
il contesto
il genere
la razza
la classe
l’età
variabili della differenza
variabili dell’oppressione
corpo di donna
corpo di donna nuda
oggetto da modellare
liposuzione
crema
depilazione
intimo delicato
e una borsa di vuitton
corpo di donna nuda
spazio da abitare
abitare, secondo Lefebre, è appropriarsi di qualcosa. Ma appropriarsi non è avere qualcosa
in proprietà, ma fare un’opera, modellarla, formarla, metterci il proprio marchio.
corpo di donna
corpi poveri
corpi vecchi
corpi strani
corpi anormali
spazi da abitare,
da far appropriare,
per farne la LORO opera
per modellarla
formarla
metterci il proprio marchio
e se si ribella
e se resiste
e se non collabora con la loro oppressione
è un corpo da insultare
da incatenare
da violentare
stupro
arma di distruzione di massa
Chinique Quiché, donna indigena guatemalteca, ci racconta come ha vissuto il conflitto armato in Guatemala: “sono stata violentata consecutivamente, approssimativamente 15 volte, tanto dai soldati quanto dagli uomini vestiti da civili. Ero incinta al settimo mese e dopo pochi giorni abortii”.
Secondo Amnesty Internetional “A Kivu del Sur, uno dei luoghi in cui si continua a combattere del Congo orientale, sono stati denunciati più di 27.000 stupri solo nel 2006.”
Dice la Organizzazione Mondiale della Salute che il 70 per cento delle donne assassinate nel mondo lo sono per mano del loro compagno o ex compagno (n.b. in castigliano si usa un termine non connotato per genere). E questa è la principale causa di morte e disabilità delle donne tra i 16 e i 44 anni.
Ogni 10 donne uccise 7 sono state ammazzate dal proprio compagno.
27.000 stupri
7 su 10
patriarcato
arma di distruzione di massa
corpo di donna
corpo di povera
corpo di negra
corpo di indigena
corpi strani
territori da occupare
secondo Michel Foucault, un territorio è una nozione giuridico-politica, e si riferisce a quello che è controllato da un certo tipo di potere
territorio: ciò che è controllato da un certo tipo di potere
corpo: ciò che è controllato da un certo tipo di potere
che potere?
Secondo il rappresentante dell Congresso repubblicano per lo Stato del Missouri e candidato al Senato Todd Akin: “è molto raro che uno stupro finisca in gravidanza, perché si tratta di uno stupro legittimo,
uno stupro legittimo
uno stupro legittimo
il corpo della donna ha meccanismi per chiudersi del tutto” e prevenire la gravidanza
certo tipo di potere
certo tipo di potere
certo tipo di potere
corpi controllati da certo tipo di potere
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La foto è di Simona Pamp, dall’album “Quel genere di persone”. Avrei voluto forse qualcosa di più conflittuale, ma alla fine i conflitti si fanno solo se uniamo le forze…no?
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1 Response to Armi di distruzione di massa

  1. rachele says:

    Grazie per questo post e per aver tradotto il testo di Helen La floresta. Sto preparando una performance che farò a Roma a Porn to be alive alla fine di gennaio. Vorrei inserire il testo di Helen tradotto da te. Cosa ne dici? ho contattato anche lei che è d’accordo. Mi piacerebbe anche usare una parte del tuo bellissimo testo “Cosa può un corpo”…
    Baci
    rachele

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